I CRUSADERS FESTEGGIANO IL VENTESIMO COMPLEANNO CON UNA INDIMENTICABILE FESTA

Anno III - Comunicato n. 18 del 22/12/2010

Cinque lustri di vita concentrati in un divertentissimo happening notturno. Allo scoccare della mezzanotte a cavallo tra il 18 e il 19 dicembre il presidente Emanuele Garzia si appresta a parcellizzare una gigantesca torta decorata con tanto di auguri in superficie.
Attorno a lui gli sguardi entusiastici di decine e decine di protagonisti passati, presenti e futuri che hanno dato lustro all’unica società di football americano presente in Sardegna. Alla riuscitissima festa di compleanno sono arrivati in tanti, tutti vogliosi di passare in rassegna autentici momenti di sport e amicizia che hanno contrassegnato il ventennio con la palla ovale. Durante la serata danzante allietata dalle musiche più o meno contemporanee del deejay Alessio Pontis, un proiettore ha riflesso sul muro un’infinità di immagini che raccontano le epiche imprese dei crociati. All’inizio furono solo bastonate, ma a furia di prenderle si sono irrobustiti non solo nel fisico ma anche nella mente diventando famosi in tutta Italia per l’impegno e la sportività. Non a caso negli anni duemila sono arrivate anche le meritate gratificazioni con la conquista dello scudetto nel campionato a nove giocatori, nel 2004, bissato con quello recentissimo del giugno 2010.
L’ex giocatore gallurese Battista Battino, attualmente curatore del sito internet della squadra, ha confezionato il calendario ufficiale dei Crusaders con diverse immagini che riepilogano l’evoluzione del team. Oltre alle foto più significative, il foglio variopinto riserva uno spazio anche alle vecchie casacche indossate negli anni che furono dai gladiatori sardi.
Diversi sponsor hanno dato un consistente contributo alla dirigenza garantendo una copiosa fornitura di pasti e bevande. Ma ad ingrossare la dispensa ci hanno pensato anche i genitori dei giocatori più giovani che hanno cucinato altre conclamate prelibatezze.
Tante le facce nuove presenti al padiglione F della Fiera di Cagliari, comprese le Red Flames Cheers, l’ultima entry nella grande famiglia dei rosso argento.
Nessuno ha voluto dimenticare tutti quei giocatori che non fanno più parte di questa esistenza più ma che sono rimasti impressi per sempre nel cuore di ognuno di loro.
Ieri è giunta anche una gratificazione da parte della Provincia di Cagliari che ha formulato gli auguri di compleanno attraverso una targa che il presidente del Consiglio Roberto Pili e il suo vice Alessandro Sorgia hanno voluto direttamente consegnare ad Emanuele Garzia e ai quattro atleti del giro della nazionale che lo hanno accompagnato. (Matia Pisu, Alessandro Ortu, Marco Meloni e Mirko Mattana). Nel corso dell’incontro i Crusaders hanno formalizzato l’ingresso nella Compagnia del Fiocco Bianco (vedi approfondimento in basso).

 



Edoardo La Licata, Sergio Andrea Meloni, Emanuele Garzia,
Dario Mannoni e Aldo Luchi (Foto Battista Battino)


Emanuele Garzia, Dario Mannoni e Luca Peralta (Foto Battista Battino)


l Presidente dei Crusaders Emanuele Garzia
taglia la torta del compleanno (Foto Battista Battino)


Il calendario 2011 dei Crusaders


SCHEGGE DI MONDI ORMAI LONTANISSIMI NELLE PAROLE DI ALCUNI PROTAGONISTI

Emanuele Garzia (Presidente Crusaders): “Mi sembra che la festa sia andata molto bene, qui alla fiera vedo un mix di atleti vecchi e nuovi. Ricordo il giorno che abbiamo deciso di rifondare la squadra di football americano. Ci siamo ritrovati attorno ad un tavolo della Pizzeria La Pineta 2. C’erano alcuni ex atleti dei Sirbons e decidemmo di non far morire il football americano in Sardegna, rimettendoci in discussione. Eravamo consci che se non avessimo preso noi l’iniziativa difficilmente qualcuno sarebbe stato in grado di creare un nuovo movimento. Purtroppo questi vent’anni sono passati in fretta, abbiamo avuto molte soddisfazioni, ma ci sono stati anche dei forti dolori, con la perdita di carissime persone che non dimenticheremo mai tra cui Michele De Virgiliis, Paolo Murgia e Paolo Bruni. Ma il mio pensiero è rivolto soprattutto a Michelone che oltre ad essere un fondatore, è stato anche un dirigente e una cara persona. In questi anni abbiamo seminato tanto, i ragazzi ci sono, abbiamo degli ottimi preparatori, abbiamo dei ragazzi che sono partiti a Bresso per la selezione della nazionale maschile junior. Sono delle soddisfazioni che comunque ti ripagano di tutta la fatica che accumuli per mettere in piedi questo gruppo, anzi oserei chiamarla famiglia. Ne approfitto per ringraziare veramente tutti”.

Dario Mannoni (vice presidente Crusaders): “Mi capita spesso di raccontare le fasi che hanno preceduto la fondazione dei Crusaders. Premetto che ero compagno di barca di Michele De Virgiliis, facevamo il doppio assieme per anni e anni, con risultati alterni comprese alcune vittorie. Michele era fisicamente molto prestante e da diversi anni la vecchia squadra di football dei Sirbons lo voleva reclutare a tutti i costi. Dopo tanti anni di corteggiamento riescono a convincerlo e lui prova a coinvolgermi. Inizialmente manifesto perplessità perché il canotaggio ce l’avevo nel cuore, però siccome siamo molto amici provo ad assecondarlo e vado agli allenamenti per sei mesi. Poi i Sirbons si sciolgono per carenza di soldi, dirigenti e organizzazione. Qualche mese dopo un mio compagno storico di studi, Paolo Bruni, mi chiese se stessi ancora praticando il canotaggio, io gli risposi che da qualche tempo mi dedicavo al football americano. E lui subito replicò: “praticare il football è il sogno che cullo dall’infanzia, perché non fondiamo una squadra?”. Gli risi in faccia, lui era piccoletto, io magrissimo, però inoltrai la proposta a Michele, convintissimo che mi mandasse a quel paese. Invece, colpo di scena, mi rispose che per lui era un’ottima idea. Mi sono ritrovato tra due fuochi rappresentati da due “pazzi” ed “incoscienti”. Il passo successivo è stato quello di convocare ex atleti dei Sirbons tra cui Fabrizio Columbu, Raffaele Crudele, Emanuele Garzia e per gioco sono nati veramente i Crusaders. Sono passati venti lunghi anni, non sempre facili, ma ricchi di soddisfazioni. Se ci penso ancora dico che non è possibile che da uno scherzo sia nata la squadra. Oggi è stata l’occasione per incontrare tanta gente che non vedevo da anni, qualcuno all’ultimo momento non è venuto, però sono contento perché ci sono tanti giovani che stanno portando tanto entusiasmo. Lo sport come tanti altri aspetti della vita sono fatti per andare avanti. È giusto ricordare gli albori, i vecchi giocatori, ma è anche sacrosanto puntare con decisione al futuro”.

Giacomo Clarkson (Head coach Crusaders): “É difficile sintetizzare in poche righe vent'anni di storia sportiva e non solo. Sono tanti gli episodi, belli e brutti, che tornano in mente. Un ricordo va agli amici che hanno compiuto con noi quel cammino e che ci hanno prematuramente lasciato. Anche per loro s'è continuato. Ecco, a parte singoli episodi, mi piace proprio sottolineare come i Crusaders in 20 anni non abbiano mai mollato, facendo fronte a mille difficoltà di ogni tipo. Questo penso sia il merito più grande, aldilà delle vittorie e delle sconfitte: insistere con tenacia; mai arrendersi; provare sempre a migliorarsi. A volte non riuscendoci, certo, perché nessuno di noi è perfetto. Ma almeno provando a farlo”.

Sergio Andrea Meloni (Qb Crusaders): “Ho cominciato nel settembre del 1991, praticamente dall’inizio. Sono state belle le vittorie ottenute sul campo, ma il ricordo migliore che ho di questa lunga militanza è il gruppo, ed è per questo motivo che a quaranta anni suonati sono sempre meno tentato a lasciare definitivamente la squadra. Ciò che mi lega a questa disciplina è di sicuro l’agonismo, ma è il gruppo che mi attrae maggiormente perché ogni giocatore deve dipendere dagli altri suoi compagni e fidarsi ciecamente. Questo vale per qualunque sport di contatto, ma nel football in particolare ad ognuno viene assegnato uno specifico compito in maniera tale che il gioco complessivo riesca perfettamente. Io continuerò ad allenarmi, se sarà possibile vorrei giocare anche il prossimo campionato, adesso vediamo quali sono i valori in campo durante gli allenamenti, e poi si vedrà”.

Aldo Luchi (ex middle linebacker Crusaders): “Ho cominciato nel 1996. Erano tempi eroici. Avevo visto i Sirbons che si allenavano al campo Rai, sono andato, ho provato e mi sono innamorato subito di questo sport. Sono stato uno dei padri fondatori dei Crusaders e ho fatto pure l’allenatore. A parte che perdevamo tutte le partite, specie quando ero coach, i ricordi mi legano soprattutto alle persone che ancora stanno facendo tanto per i Crusaders e a tutte quelle che invece non ci sono più”.

Stefania Cotza (ex addetto stampa Crusaders): “Ho cominciato nel 1996/97, è stata una esperienza bellissima e divertente, ero l’unica donna in mezzo ad una marea di omoni, andavo a seguirli anche in trasferta. Assunsi questo incarico perché con il vice presidente Dario Mannoni siamo stati compagni di scuola dalle elementari. Mi sforzavo di trovare dei titoli che giustificassero le cocenti sconfitte che accumulavano partita dopo partita e che comunque destassero l’interesse dei lettori. Mi presentavo sempre anche alle riunioni del direttivo che si tenevano tutti i mercoledì. Era tutto bello, e poi i giocatori mi aiutavano sempre nel darmi spiegazioni di carattere tecnico. Li seguo ancora adesso perché fondamentalmente sono degli amici. Vorrei rimarcare come il movimento dei Crusaders sia riuscito a portare via dalla strada individui potenzialmente a rischio di delinquenza trasformandoli in autentici gioielli. I Crusaders sono una scuola di vita”.

Amedeo Toran, (ex defensive end Crusaders): “Sono napoletano di origine ma trapiantato in Sardegna da tanti anni con moglie e figlia. Sono ben addentrato in terra sarda. Avrei fatto l’impossibile pur di presentarmi qui per la festa del ventesimo compleanno. E’ un momento dove si possono ricordare anche le vecchie vittorie, come quella di Castiglione della Pescaia nel 2004. Ciò che mi resterà sempre impresso è l’amicizia e l’armonia con i miei compagni di squadra, ci vedevamo tutti i giorni dalla mattina fino alla sera, e se non c’era la possibilità di vederci ci contattavamo telefonicamente, dovevamo sapere come stavamo, cosa facevamo, insomma una bella comitiva, è proprio vero che lo sport apre gli orizzonti. Avevo smesso perché ero un po’ stanco di prendere tante botte, però diciamo che rimango sempre attaccato ai Crusaders. Quando ho saputo della recente vittoria ho esultato come se fossi sul campo. Spero che questa squadra possa crescere sempre di più facendo avvicinare un numero sempre maggiore di giovani perché lo sport, secondo me, è fondamentale per tutti, dà la possibilità di competere, di crescere e di rapportarsi con gli altri, di stare in armonia, di non perdere tempo davanti al computer o per strada ma di stare su un campo a divertirsi. Secondo me chi sa vivere bene dentro un campo poi non ha problemi di inserimento nel mondo del lavoro. Poi l’ambiente è sano, anche il più scapestrato diventa “umano”.  

Giuseppe “Ninni” Marongiu (ex runner Crusaders): “Ho cominciato nel 1995/96 quando ci si allenava al velodromo. Ho un ricordo legato alla famosa pizzeria “Pizza 74” di via Dante, dove resiste negli anni la foto dei Crusaders che la proprietaria conserva gelosamente appesa nel muro. In quell’immagine ci sono molte persone che oggi affollano questa sala, tra le quali pure io. Dopo gli allenamenti al campo Rai, la squadra dell’epoca composta tra gli altri da Paul Frick, Michele De Virgiliis, Dario Mannoni, Andrea e Massimiliano Antonino, Tore Cugudda, andava a mangiarsi le pizzette in quel locale. Sul versante amicizia della squadra ho un ottimo ricordo, più che sul versante sportivo dove all’epoca eravamo piuttosto carenti. L’aspetto amicale era preponderante. Ora tra quelle persone c’è chi ci ha lasciati, c’è chi vive all’estero, c’è chi è sposato con prole, però quando vediamo quella foto ricordiamo i bellissimi pomeriggi, le bellissime serate che abbiamo trascorso insieme sotto la pioggia, al freddo, in mezzo al fango e alla neve. Questa festa è bellissima, vedo facce cambiate, alcune con quaranta chili in più; constato che non sono l’unico che tende ad allargarsi. È come rivivere certe scene dei film americani quando si rientra in famiglia per la festa del Ringraziamento, anche qui, ogni dieci anni ti ritrovi e vedi gli amici che hai sparsi in giro per il mondo. E in più ci sono le facce nuove con le cheerleaders che ti danno del lei”.

Luca Peralta (ex corner back Crusaders): “Ho giocato per cinque anni, poi ho perso i contatti, perché sono andato a lavorare all’estero, sono ritornato oggi dopo 15 anni, attualmente vivo a Roma. Ho seguito i Crusaders in varie trasferte, anche in quella dove si laureò campione d’Italia. È un grande piacere vedere che questa squadra, dopo i primi anni che perdevamo tutte le partite, riscuota successi sia a livello di campionati, sia anche per le recenti frequentazioni di alcuni giocatori in nazionale. Credo che per i dirigenti sia una grande soddisfazione vedere che questo tipo di lavoro, mischiato ad un grande entusiasmo, possa portare a questi risultati. I ricordi maggiori sono legati a quelle persone che adesso non ci sono più, mi riferisco soprattutto a Michele che ha dato tutto per questa squadra. Per quanto riguarda l’aspetto prettamente sportivo ricordo di aver fatto qualche fumble e anche diversi touchdown, nel primo campionato dei Crusaders sono stato anche il capocannoniere: ero il kicker e i punti li facevo solo con i calci”.

Battista Battino (ex nose guard Crusaders): “Mi ricordo l’esordio nel campo Ferroviario (1994). Dopo appena un mese di allenamento andammo a giocare contro i Seagulls Salerno, giocatori “cattivissimi” tra cui il runner che faceva parte della nazionale; ci avevano rullato tantissimo, un tipo gigantesco mi aveva ammazzato per tutta la partita. Le cose più belle le vivevo nelle trasferte, nei viaggi con tutte le leggende che sono rimaste negli annali. Io ero troppo scarso però era divertente stare nella famiglia. Durante un allenamento l’allenatore ci disse che non mettevamo forza nei blocchi, allora chiese a Michele De Virgiliis di fare una dimostrazione pratica. Michele allora mi ha preso, mi ha centrato, facendomi fare un metro in volo all’indietro. Con Michele Gasperini stavo ricordando quando in difesa si chiamava lo schema ma non avendo molto chiare le idee su come impostarlo entrava in cattedra l’autogestione. Michele toccandomi da dietro mi faceva capire da che parte doveva passare, quindi io dovevo spostarmi dalla parte opposta..quello era lo schema.
Quando sono andato via da Cagliari internet era ancora agli albori, ma è proprio grazie alla rete che mi sono riavvicinato alla squadra, prima con le fotografie ed è da un anno che gestisco il sito dei Crusaders. Devo dire con tutta onestà che abbiamo avuto dei buoni risultati al punto che quando sono andato a vedere l’ultimo Superbowl italiano mi hanno fatto un sacco di complimenti, soprattutto i dirigenti della Federazione per la qualità delle info e l’aggiornamento continuo. In poco meno di un anno abbiamo accumulato 130 mila pagine visitate, tra l’altro moltissimi dagli Stati Uniti anche se non so spiegarmi il perché. Sarebbe interessante tradurre qualche pagina in inglese. La festa è stata divertente, è tutto un raccontarsi, rimembrare vecchie imprese, rispolverare i nomi di vecchi compagni attraverso le foto che hanno appeso sul muro. Avrei voluto incontrare qualche altro senior però è stato divertente lo stesso”.

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI CAGLIARI PREMIA I CRUSADERS CHE DIVENTANO SOSTENITORI DELLA CAMPAGNA DEL FIOCCO BIANCO. ORTU, MELONI E MATTANA SODDISFATTI DALLA COMBINE DI BRESSO

Un altro importante riconoscimento è arrivato ai Crusaders da parte del Consiglio Provinciale di Cagliari. Ieri pomeriggio una delegazione composta dal Presidente Emanuele Garzia, dal nazionale senior Matia “Air “ Pisu e dai tre convocati dal Blue Team Junior, la nazionale italiana giovanile (Alessandro Ortu, Marco Meloni e Mirko Mattana) ha ricevuto una targa dal Presidente Roberto Pili e dal vice Alessandro Sorgia come augurio per il compimento del ventesimo anno di attività. I due politici hanno ribadito la loro volontà di trovare al più presto una dimora duratura al club cagliaritano che continua a vagare nei campi dell’hinterland. Emanuele Garzia accetta di buon cuore il premio ma si augura che finalmente alle parole seguano fatti concreti. Nel corso della premiazione avvenuta nella “Sala Gialla” del Palazzo Reale, i Crusaders sono entrati ufficialmente a far parte dei sostenitori della “Campagna del Fiocco Bianco”, iniziativa che dà spazio e visibilità agli uomini che vogliono impegnarsi contro la violenza alle donne. Nell’elenco dei club sportivi che appoggiamo il progetto ci sono, tra le tante, anche le squadre di calcio Fiorentina, Inter, Milan e Bologna, il team di basket Fortitudo Bologna e diverse formazioni di rugby. Ieri è stato consegnato simbolicamente il Fiocco Bianco che nel primo esordio stagionale della squadra dei Senior sarà appuntato in tutte le magliette dei rosso argento.
Grande compiacimento hanno manifestato i tre giocatori dell’ under 21 appena rientrati dal raduno della nazionale giovanile tenutosi domenica a Bresso, in provincia di Milano al quale hanno partecipato circa 110 atleti. I giovani Cru dicono di aver dato il massimo e sperano di essere richiamati anche per la prossima combine che si terrà a Bologna il 16 gennaio



Il presidente del consiglio provinciale Roberto Pili
consegna la targa ad Emanuele Garzia (Foto Barbara Pisano)


Garzia, Pisu, Ortu, Meloni e Mattana
mostrano orgogliosi il Fiocco BIanco (Foto Barbara Pisano)

Link Utili:
www.fioccobianco.it
www.blueteamjunior.blogspot.com

Gipi Puggioni - Ufficio Stampa Crusaders Cagliari